Perchè pubblicare un libro
Perché scrivere un libro? Da che parte incomincio?
Questa è la problematica di alcuni.
Ma secondo me la prima domanda che ci si dovrebbe porre è: "perché voglio scrivere un libro?"
- Ma che domanda è ? - mi chiederanno alcuni. Ebbene, se ve la pongo un motivo ci sarà pure, no?
Generalmente, non visito i forum a motivo del tempo limitatissimo che ho a disposizione, però mi è capitato di imbattermi saltuariamente in alcuni di questi e, leggendo quello che scrivono certuni, ho notato che, sovente il loro unico e costante cruccio, è quello di non considerare affatto la scrittura un modo per dare vita ad una creazione, ma è semplicemente finalizzata per sfondare, per divenire tanto ambiti quanto Moccia, o peggio ancora sperano di arricchirsi mediante quest’arte.
Alcuni non lo dicono apertamente, ma si intuisce dai loro discorsi, dalle domande che pongono e dalle risposte che danno.
Ci tengo a precisare che ho notato, con gran piacere, di trovare invece tanti scrittori che vogliono dedicarsi alla scrittura perché la amano profondamente, perché è divenuta parte integrante della loro vita, perché è un bisogno insito che alberga nel loro animo; a motivo di questo non mi arrogherò mai il diritto di catalogare tutti allo stesso modo di pensare.
Quando un libro diventa un best seller?
Se chi sta leggendo queste righe spera di arricchirsi attraverso la scrittura, ha già sbagliato in partenza, in quanto, l’idea appena descritta, è ben lontana dalla realtà, esattamente come lo sono il levante dal ponente.
- Perché mai? - mi chiederete. Ma non è forse vero che diversi scrittori oggi sono divenuti conosciuti?
La risposta sincera che posso fornirvi è che il successo non si ottiene con tanta facilità ( ammesso che ciò avvenga ), ma può essere favorito da un miscuglio di fattori che, uniti assieme, potrebbero per un fortuito caso portare alla tanta sospirata notorietà.
E quali sono questi ingredienti? Ebbene, per prima cosa ricordate sempre che sono i lettori a determinare se il vostro libro potrà diventare un best seller oppure no. Dipende dal tipo di libro che avete scritto, dipende dalla distribuzione che offre la casa editrice, dipende dalla promozione, dipende dalle librerie le quali alla fine decidono se annoverare la vostra opera negli scaffali strapieni di altri libri proposti dai colossi delle editorie, il che non è sempre facile, dipende anche dal quel pizzico di ingrediente chiamato fortuna.
Pochi hanno raggiunto la fama scrivendo libri.
Perché? Vi siete chiesti ad esempio quanti libri vengono prodotti in un anno? Ebbene, facciamo un breve calcolo: considerate che in Italia esistono circa 1500 case editrici, e già questo numero è impressionante, è vero che alcune pubblicano solo dai 17 ai 20 testi in un anno, ma è pur vero che altre ne pubblicano circa 2000 al mese. Avete fatto il calcolo? Cosa voglio dire con questo?
Che il mercato è saturo di libri, a motivo di questo non è facile imporre il proprio lavoro nelle librerie, inoltre tutte le case editrici che sfornano libri come se fossero panini, non hanno il tempo di seguire i testi conferendo a questi le attenzioni e la promozione che lo scrittore si aspetta.
Considerate anche il fatto che i colossi dell’editoria come ad esempio Mondadori, Feltrinelli, Rizzoli, e company, hanno dei contratti ben stabiliti di distribuzione con le librerie, il che significa che spesso negli scaffali non vi è posto per testi di scrittori alle prime armi o sconosciuti.
Cosa conta per l’editore e le librerie?
Alle librerie non importa se l’opera vale più di uno che ha pubblicato con la Mondadori, interessa quello che il lettore chiede, e spesso c’è da dire che il lettore si affida a scrittori già conosciuti.
Insomma per quanto un libro possa essere scritto meravigliosamente bene, per quanto sia un vero capolavoro, per quanto la trama sia interessante, rappresenta sempre un mezzo di commercio.
Il testo deve vendere, altrimenti non se ne fa nulla.
D’altro canto cosa fanno le librerie? Vendono. E questo lo sanno molto bene anche gli editori. Ecco perché prima di decidere se un manoscritto possa essere pubblicato, devono tener conto dei rischi che esso comporta, e portare un libro sul mercato costa molti soldi.In definitiva questo è il ragionamento che si fanno: se è potenzialmente vendibile allora se ne fa qualcosa.
Il libro deve rispecchiare le peculiarità da loro richieste, anche perché diciamocelo francamente: una casa editrice non può permettersi di perdere al livello finanziario soprattutto se si accolla tutte le spese e tutto il lavoro da svolgere per portare a compimento il prodotto finale, e una volta stampato il libro si incomincia ad entrare in un circuito dove editori, distributori e librerie sono strettamente collegate, quindi tutti questi vivono in base alle vendite dei libri.
È una realtà dura, ma è la realtà.
Vi cito testualmente le parole che un editore ha scritto commentando cosa si cela dietro le quinte: “ Purtroppo l’editoria ha lo scopo che hanno tutte le realtà commerciali: il guadagno. Frase scioccante ma diretta verità. Succede che opere valide, ma commercialmente discutibili, finiscano nei cestini degli editori, mentre altre, sciatte ogni altra immaginazione, vengono pubblicate".
Io aggiungerei che a volte le opere sciatte non solo vengono pubblicate, ma peggio ancora, ottengono riconoscimenti letterari solo perché soddisfano il commercio.
Quindi ricordate che la vita di scrittore è una vita non facile, fatta sì di gioie, ma soprattutto di tanto impegno, lavoro, spese in termini di tempo, di denaro, e anche di svariate batoste. Per diventare uno scrittore almeno un pochino conosciuto, bisognerebbe aver pubblicato dai quattro ai cinque libri, e forse piano piano si può incominciare il percorso effettivo.
Vale la pena pubblicare?
Io dico che ne vale sempre la pena, che non bisogna mai mollare dinnanzi alle prime difficoltà, e poi se avete la scrittura nel sangue, pubblicare non è un’impresa impossibile.
Quindi se avete ridimensionato il vostro pensiero e se siete disposti a dare il massimo di voi stessi nel cercare di emergere per una gratificazione personale anziché nel cercare il successo, se avete la pazienza di saper aspettare, se vi siete rivestiti di umiltà e di non anelare al tanto successo ambito, se non vi aspettate guadagni esorbitanti, e via dicendo, allora non mollate la spugna e rimboccatevi le maniche per addentrarvi in questa giungla tutta da esplorare.
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