Talento e fortuna
Articolo scritto da Tiziana Iaccarino
Bisogna distinguere in ogni campo e settore due fattori fondamentali che segneranno per sempre la nostra vita. Non importa cosa studiamo, né di cosa ci occuperemo e men che meno a quale ceto sociale apparteniamo, perché ciò che prevarrà nella nostra vita saranno sempre e solo due fattori predominanti in noi e in ciò che decideremo di fare.
Parlo di talento e, allo stesso tempo, anche di fortuna. Due fattori essenziali dell'esistenza umana che possono fornire in essa grandi privilegi e rendere attuabili grandi decisioni.
Va detto che, spesso e volentieri, questi due elementi vitali a cui possono fare capo gli esseri umani, non sempre vanno di pari passo, anzi è davvero raro che ci vadano, perché il talento e la fortuna sono come due amici che si incontrano pochissime volte su un milione e le strade da loro percorse nessuno le conosce, né tanto meno nessuno può sapere e/o immaginare quando si incontreranno.
Nella storia dell'umanità questi due amici sono sempre riusciti a prevalere e soprattutto hanno sempre avuto un potere decisionale molto importante ed influente all'interno delle esistenze terrene, anche in campo editoriale.
Infatti, molto spesso, anzi ... troppo spesso, le persone devono districarsi nelle tortuose vicissitudini portate loro dal fato, possedendo solo uno di questi fattori e nel tempo che viviamo, alquanto complesso e difficoltoso, certe riflessioni vanno fatte, perché è davvero semplice capire e notare se nella vita si possiede l'una o l'altra cosa.
C'è chi possiede solo talento, ma non fortuna e allora dovrà sobbarcarsi un tenore di vita decisamente più difficile di ciò che crediamo, dovendo fare il doppio della fatica e del lavoro per farsi conoscere ed apprezzare, per emergere nel competitivo e crudo mondo del lavoro e della vita in generale, perché nessuno gli regalerà mai niente e tutto sarà sudato ed ottenuto solo grazie alle proprie forze e capacità naturali di qualunque genere: spirito di iniziativa, sacrificio, costanza, caparbietà, impegno, studio, rabbia, voglia di realizzarsi e tanta, ma tanta energia per poter operare ed utilizzare tutte queste cose assieme.
C'è poi chi possiede solo fortuna e qui non servono molte spiegazioni, perché chi ne ha, di qualsiasi cosa si occupi e per qualsiasi ragione, prevarrà sugli altri con una facilità e un risparmio di energie che neanche possiamo immaginare, se confrontato con i primi. I fortunati, infatti, sono quelli che difficilmente faticano per ottenere un qualcosa, sono quelli a cui le belle novità arrivano senza che sappiano da dove e come, sono quelli che riescono in ciò che fanno con la metà della metà del proprio lavoro e dei propri sacrifici.
Certamente anche chi è fortunato fa dei sacrifici, deve spendere delle energie, deve rimboccarsi le maniche, ma se si confronta il loro sforzo con quello di chi non ha il loro stesso privilegio, si può dire che è ben poca cosa ciò che realmente fanno o districano.
In campo editoriale, potete aver scritto un capolavoro, ma un editore potrebbe ugualmente scartarlo semplicemente perchè in quel periodo forse non accetterà quel genere di romanzo, dunque occorre anche indovinare il momento giusto per l'invio, ammesso che l'opera sia valida.
C'è poi chi possiede entrambi, talento e fortuna, ma sono casi davvero molto rari e difficilmente si riesce anche solo ad incontrare una volta nella vita chi è stato baciato dalla generosità di una madre natura che ha deciso di dar proprio tutto a questi pochi, pochissimi eletti. Un'opera ritenuta buona ma non eccezionale potrebbe essere accettata dall'editore che potrebbe decidere di pubblicarla apportando delle migliorie, nel caso in cui abbia anche la necessità di rinvigorire una certa collana editoriale. Oppure, potrebbe scartarla valutandola ingiustamente come mediocre, quando invece un altro editore la giudicherebbe eccellente.
Per cui, invito tutti a riflettere intorno a quest'argomento, perché ciò che intendo esprimere in esso e con esso, è proprio l'obiettività dei fatti che imperano sugli esseri umani ed intorno alla loro esistenza. Mai dire mai. Ma soprattutto, mai davvero arrendersi alle difficoltà che ci impone la vita, in qualunque modo e per qualunque ragione, sia che possediamo solo talento (dimostrato dai fatti, dalla bravura, dalla professionalità, dalle capacità imprenditoriali con cui sappiamo gestire la nostra vita, dai titoli, dai riconoscimenti e dai meriti ricevuti), sia che possediamo solo fortuna, perché in fin dei conti, si vive in un determinato tenore grazie anche a questo e alla funzione che questi due importantissimi fattori operano su di noi e sulla nostra stessa esistenza, in qualunque campo e settore agiamo, compreso quello letterario, perché nessuno è escluso da questa consapevolezza.
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