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Contratto di edizione

Supponete di aver trovato una casa editrice disposta a pubblicare il vostro libro. Tutto a posto, quindi? Niente affatto! Siete solo all'inizio! Ci sono tantissime altre cose a cui stare attenti e parecchie cose che forse non sapete ancora sul contratto di edizione... continuate a leggere per scoprirle.

Per vedere degli esempi di contratti entra nella sezione contratti.

Meglio scrivere per se stessi e non avere pubblico, che scrivere per il pubblico e non avere se stessi.
(Marc Connelly)

1) Tipo di pubblicazione

L'editore vi pubblica gratis? Oppure dovete pagare per essere pubblicati? Nel secondo caso, potrebbero essere necessarie anche migliaia di euro per veder pubblicato il vostro libro. Chiedete spiegazioni sull'eventuale contratto prima ancora di proporre il vostro manoscritto.

2) Attenzione alle clausole!

Se l'editore vi comunica di voler pubblicare un vostro libro, pretendete una copia del contratto prima di accettare. Prendetevi tutto il tempo che vi occorre e fatelo leggere ad un avvocato o a un consulente editoriale. Spesso, nel contratto di edizione, ci sono delle clausole poco chiare. Ad esempio, a volte l'editore chiede all'autore di andare in giro per l'Italia per promuovere e pubblicizzare il libro. In alcuni contratti esiste una clausola accessoria che obbliga l'autore a fare questo. Se la casa editrice è grande e ben organizzata, nessun problema. Ma se fosse piccola o non avesse la possibilità di garantire visibilità alla vostra opera, allora potrebbe inserire questa clausola. Valutate attentamente se e quanto siete disposti a fare questo lavoro di promozione per aiutare la casa editrice. Fatevi spiegare chiaramente se il contratto stabilisce un numero minimo di eventi obbligatori a cui partecipare o se è obbligatorio partecipare a tutti. Domanda: perchè potrebbe essere un problema questo? Non è normale per uno scrittore fare tutto ciò?

Ovviamente, è bello viaggiare e ogni autore non vede l'ora di far conoscere ovunque il suo libro. Però potrebbe diventare un problema se la casa editrice vi obbligasse a sostituirsi totalmente a essa, senza supportarvi minimamente! E se non avete la possibilità economica di girare spesso l'Italia da cima a fondo diventa tutto più difficile. Chiaramente, se avete soldi e tempo per farlo, può diventare un sacrificio utile e remunerativo nel tempo, ma la cosa è soggettiva e dipende anche dalle condizioni del contratto ( e da molte altre cose.).

Altre clausole del contratto riguardano i compensi e le pubblicazioni. Ogni quanto verrete pagati? In che modo? Per quanto siete legati alla casa editrice? Se dovessero rifiutare di pubblicarvi un altro libro in futuro, avrete la possibilità di proporlo ad altri editori oppure il contratto ve lo impedisce?

3) Distribuzione

Pubblicare un libro con una casa editrice, per poi doverlo vendere con i propri mezzi è praticamente inutile. Prima ancora di proporre il manoscritto, informatevi su come opera la casa editrice. Controllate che i loro libri siano presenti nelle librerie (quante librerie? Dove? ), sui circuiti di vendita on-line e soprattutto, che ogni libro abbia il codice ISBN. Si tratta di un codice che identifica unicamente l'opera. Assicuratevi sempre che l'editore inserisca tale codice sui libri!
Alcuni editori si comportano come tipografie: stampano copie del vostro libro ma poi per acquistarlo bisogna per forza ordinarlo unicamente dal loro sito e neppure in libreria ve lo ordinano. Se avete l'ambizione di essere visibili sul panorama editoriale, evitate questi editori. Altri editori, come già detto, non avendo i mezzi per promuovere, chiedono la collaborazione degli autori (vedi punto 2). Valutate che tipo di collaborazione chiedono e se vi conviene.

4) Nessuno vi pubblica solo per talento

Sento dire spesso che in Italia si può pubblicare solo se si ha una forte raccomandazione...E' evidente che con un grosso aiuto sia facile sfondare, però non credo che solo così si possa pubblicare qualcosa. Ci vuole tempo, tanta pazienza e occorre partire dal basso, ad esempio dai concorsi letterari. Però c'è una cosa che ci tengo a sfatare.

Nessun editore vi "scopre" e poi vi pubblica rendendovi subito famosi, a meno che non abbiate una fortuna incredibile.
Per pubblicare e avere successo occorre un incredibile lavoro di pubbliche relazioni, capacità di promuovere il libro in pubblico, impegno enorme nel mettersi in gioco e nel promuovere il proprio lavoro. Le piccole case editrici ritengono questo punto fondamentale ( e spesso lo mettono nel contratto), perchè dicono di non avere la possibilità e i mezzi economici per farvi conoscere ( e a volte è vero). Alle grandi case editrici, fa tanto piacere se l'autore si dà da fare, ma teoricamente potrebbero promuovervi anche da sole.

Quindi, prima ancora di proporre il vostro libro, dovete porvi una domanda fondamentale:

Ho voglia, possibilità e tempo di mettermi in gioco, viaggiando spesso e mostrandomi in pubblico? Sono disposto a rendere la mia voglia di pubblicare un lavoro faticoso e spesso a tempo pieno? Ho voglia di fare sacrifici anche economici (spostamenti, iniziative, ecc..) per dare visibilità al mio libro?

Se rispondete di no a queste domande, forse vi conviene lasciare perdere. Perchè le case editrici grandi, quelle che investirebbero denaro per farvi conoscere, difficilmente pubblicano esordienti sconosciuti (salvo rari casi). Quelle piccole invece, come già detto, chiedono la collaborazione degli autori, come già spiegato. Valutate bene tutto e chiedete alla casa editrice come e quanto sono disposti a promuovere il vostro libro. Poi, in base alle vostre aspettative e pensieri, scegliete se accettare o rifiutare il loro contratto.

5) Non firmate subito il contratto di edizione

Se vi arriva una proposta editoriale che non vi soddisfa in pieno, chiedete spiegazioni e, se possibile, vedete se è possibile trattare. In caso negativo, non accettate se le condizioni del contratto non vi convincono. Non fatevi prendere dalla fretta di firmare e di pubblicare. Scegliete con cura. Se vi fanno una proposta senza chiedere contributo, vuol dire che la vostra opera vale. E se vale, probabilmente riceverete altre offerte (con un contratto forse migliore) se continuerete a proporla ad altri editori.

6) Contributo si o contributo no?

E' una domanda che affolla centinaia di siti internet, e non solo. Su questo non posso dirvi cosa fare, dovete deciderlo voi. Posso però darvi una mia opinione personale, per quanto possa valere.
Io parto dall'idea che se un mio libro venisse scelto, sarebbe per la qualità dell'opera.
Esistono alcune piccole case editrici ( non tutte, ovviamente) che chiedono all'aspirante autore di acquistare in anticipo una certa quantità di copie, per promuoverlo. A quel punto l'autore, da contratto, deve sborsare una cifra che varia a seconda della proposta ( ho sentito di cifre pari a 600 euro, ma anche 8.000 euro a volte). In questo modo, riceverà un paccone di copie del suo libro, che dovrà poi regalare o rivendere privatamente, sperando che la casa editrice venderà abbastanza copie da permettergli almeno di ripagarsi la cifra spesa.

Altre case editrici utilizzano un sistema ibrido. Pubblicano gratis i libri che hanno vinto i concorsi letterari da loro banditi, mentre pubblicano con contributo dell'autore chi si classifica secondo o terzo. Anche in questo caso, il criterio sembra essere lo stesso: chi viene giudicato bravissimo a scrivere pubblica gratis, chi lo è un pò di meno e viene comunque ritenuto bravo, contribuisce acquistando un certo numero di copie della sua opera, prima che venga immessa sul mercato.

Io, personalmente, non accetterei mai un contratto e una pubblicazione che prevede un pagamento. Non credo che tutte le case editrici che lo fanno siano disoneste, ma bisogna stare attenti. Come dicevo prima, dò per scontato che se vogliono pubblicarmi è perchè la mia opera vale. Ma se devo pagare qualcosa, allora mi rimarrebbe per sempre il dubbio che la mia opera non sia stata scelta per la sua effettiva qualità...

Ripeto: non credo che tutte le case editrici che lo fanno siano disoneste, secondo me ce ne sono anche di oneste e leali tra quelle che chiedono un contributo, ma per quanto mi riguarda è una formula che non mi piace. In ogni caso consiglio sempre di far esaminare con attenzione il contratto di edizione.

Per ulteriori informazioni sul contratto di edizione con contributo, leggete attentamente la sezione relativa agli editori a pagamento.

Vi consiglio inoltre di guardare questo nostro filmato:


7) Quanto si guadagna?

Premetto che sono convinto di una cosa: non si scrive per diventare ricchi ma, per passione. Però, quando si tratta di contratti, bisogna cercare di evitare brutte sorprese.
E allora proviamo a fare due calcoli... In Italia di solito, le case editrici pagano gli autori con una percentuale che va dall'8 al 10 % sul prezzo di copertina . Quindi, nel caso migliore, se il vostro libro è venduto a 20 euro a copia, voi guadagnate 2 euro su ogni copia venduta ( tali calcoli sono molto approssimativi e potrebbero esserci altre tasse o guadagni aggiuntivi che non conosco). I guadagni quindi non sono alti e occorre vendere migliaia e migliaia di copie per guadagnare bene ( da qui il discorso sulla promozione, affrontata nei punti precedenti). Se si deve anche sborsare una grossa cifra all'inizio, vale davvero la pena di farsi pubblicare pagando? Secondo me no. Anzi, io per principio non pubblicherei neppure se mi chiedessero poco, ma qui ognuno può avere idee e possibilità economiche diverse.
Se poi, dopo aver pagato, mi accorgessi che la casa editrice non ha neppure una buona distribuzione, allora penserei di aver letteralmente buttato via i miei soldi. Ovviamente, questa è solo una mia opinione personale, ma spero che vi sia di aiuto.

8) Conclusioni

Se siete arrivati fin qui a leggere, sicuramente vi sarete fatti un'idea di quali sono le vostre aspettative. Se volete andare avanti, allora vi faccio un grosso in bocca al lupo e vi invito a non mollare mai il vostro obiettivo di pubblicare. Sicuramente andrete incontro ad alcune delusioni e vi costerà parecchi sacrifici, ma nulla si raggiunge senza lottare, quindi dateci dentro, con pazienza e dedizione!

Se non ve la sentite di mettervi in gioco, se non fa per voi apparire pubblicamente in fiere, trasmissioni radio/tv (se siete fortunati) e se non sapete coltivare pubbliche relazioni, forse è meglio che lasciate stare. Pubblicare è una bella cosa, ma non tutti hanno l'ambizione di diventare famosi. Se scrivete solo per voi stessi o se vi accontentate di un piccolissimo editore con pochissima visibilità, potete ignorate tranquillamente la maggior parte delle indicazioni che ho scritto su questa pagina: vivrete più tranquilli e la scrittura continuerà comunque ad essere un bellissimo e piacevole passatempo.

Per vedere degli esempi di contratti entra nella sezione contratti.


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